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Große Marmorurne, vermutlich des Alexander Severus und der Giulia Mamea, seiner Mutter

Grand' Urna di marmo, creduta di Alessandro Severo, e di Giulia Mamea sua madre



  • ObjektbezeichnungDruck
  • GattungDruckgraphik
  • Entstehung
    Piranesi, Giovanni Battista; Radierer, Inventor
    Barbault, Jean; Radierer
    Gravier; Verlag (Erstausgabe)
    Radierung


  • Publikation
    1784


  • Maße Höhe x Breite: 53,4 x 75 cm (Blatt)
  • Maße Höhe x Breite: 45,2 x 55,8 cm (Platte)
  • InschriftSignatur: unten rechts — Piranesi Archit. dis. ed inc. Barbault scolpì le figure

  • InschriftNumerierung: oben rechts — Tom. II. XXXIII

  • InschriftText: unten — Grand'Urna di marmo, creduta di Alessandro Severo, e di Giulia Mamea sua madre

  • InschriftText: oben links — Il Sig.re Abate Venuti in alcuni fogli ultimamente stampati dopo l' edizione de' presenti Volumi, pretende e spiega, che il presente bassorilievo co' susseguenti della Tovola 35 rappresen-/ tino la restituzione di Criseide espostaci da Omero nel lib. 1. della Iliade. Riferisce in essi fogli le sottoposte mie relazioni che consistono in quelche comunemente si crede di una/ cosa tanto difficile da spiegarsi, affine di ricrederne il Pubblico, ma non vi fa veruna obiezione. Prima della produzione di questi stessi Volumi mi fece la finezza di avver-/ tirmi della sua pretensione, ma fu da me riprovata per le troppo sensibili opposizioni che vi ritrovai, e che sono, il prender' egli degli uomini per delle donne: il far/ comparir Giunone a sedare il tumulto d' Archille, contro l' esposizione d' Omero dopo esserselo proposto per guida della sua spiegazione: il far fare diversi personaggi alle stesse/ figure esposte dallo scultore nella presente faccia dell' Urna, e riportate poi ne' fianchi di essa: il prender de' simboli per istrumenti da sacrifizj, gli ornamenti dell' urna per/ Simboli: ed altre molte e molte improprietà e contradizioni che non ho luogo di riferire, ma che ognuno può riconoscere colla visita del marmo e rilevare dalla lettura/ de' dd. fogli. Usciti questi alla luce, ho veduto che il Sig.re Abate non è stato indotto a produrli che dallo spirito di rendersi singolare co' suoi bei trovati contro l' impulso/ della sua tacita riprovazione di quanto espone; imperocchè avendo percetta l' idea della restituzione di Criseide da un' apparenza di similitudine de' presenti bassirilievi a quei/ della Villa Pinciana che si suppongono rappresentarla, non ne fa la minima menzione per non facilitare al Pubblico colla osservazione della diversità dell' uno e l' altro mar-/ mo, l' avvedersi della leggerezza della sua pretensione. Mi stupisco poi che avendo egli avuto tanto talento di produrre una indubitata dichiarazione de' bassirilievi che sono/ un' accessorio dell' urna, gli sia all' incontro mancato per dire a chi possino riferirsi le figure assise sulla stessa urna, che ne sono l' oggetto principale; e che si sia ristretto a ri-/ provarne, non con altra ragione che del disprezzo, la rappresentazione di Alessandro Severo e Giulia Mammea, sin qui comunemente creduta per tanti motivi, i quali sono/ la coincidenza di queste due figure convenientissime a Madre e Figlio (benche il Sig.re Ab.e per render vecchio il maschio più della femmina, nella copia che n' espone/ si sia allontanato con una caricatura di barba e di rughe da come ce lo rappresenta il marmo) La precisa similitudine nel marmo non solo della testa del maschio alle/ medaglie di Alessandro Severo, ma altresi della femmina e sua acconciatura di capo alle medaglie di Mammea: concorrenza la quale esclude l' objezione della rassomi-/ glianza casuale come ben riconobbe l' Eruditissimo Sig.re Abate Barthelemi, Antiquario di S. M. Cristianissima, che fu meco a fare il confronto di più e più di dette medaglie con/ esso marmo. Il lavoro de' bassirilievi che ci esprime la mediocre abilità de' professori della Scultura a' tempi di questo Imperadore; e molti altri riflessi che/ tralascio nel vedermi obbligato alla brevità. Pretende inoltre il Sig.re Abate in fine de suoi/ fogli, che i bassirilievi del Vaso da me disegnato nelle seguenti Tavole 34. e 35./ rappresentino il giudizio di Paride, ma l' assegnare per Venere un' uomo come ben distinguesi/ dal sesso virile da me fedelmente ritrattato, e il non vedersi il pomo che dovrebbe essere il segno/ precipuo della pretesa rappresentazione: il prendere per un bastone il panno che tiene il supposto/ Paride colla sinistra: il dire, che la pretesa Venere lo guardi quando ella guarda all' opposto, e ch' ell'/ abbia una piccola tazza o conca, quando non v' e: l' aggiungere nel suo disegno le mammelle a questa/ figura per farla femmina e poi esclamare: chi non dirà che qui si rappresenti Venere vincitrice di bellez-/ za le altre Dee? in somma l' alterare in copia i bassirilievi; sono immaginaz.ni* e disaccortezze così sensibili,/ che non ci fanno vedere uno schiaritore delle Antichità, ma l' Impugnatore delle verità le più conosciute delle medesime/ * si veda la Tavola LVII, o sia ultima aggiunta al Tomo IV

  • InschriftText: unten — Questa grand' Urna fu ritrovata nel mezzo del di lui Mausoleo con dentro un nobilissimo Vaso d' Agata Sardonica, il quale conteneva le Ceneri. Il Coperchio è formato come un Letto vagam.te ornato di rabeschi, falcie, e ricami/ esprimenti varie caccie d' animali, sopra il quale riposano Alessandro Severo, e Giulia Mamea: egli abbraccia la madre colla destra: colla destra essa tiene una corona di alloro; posando ogn' un di loro la sinistra sopra un/ cuscino, che sembra si profondi dentro il molle materasso. Tutta la grand' Urna è scolpita all' intorno di figure in basso rilievo. Nella parte dinanzi veggonsi rappresentati i Romani, ed i Sabini in atto di trattare la pace tra loro dopo/ le molte sanguinose zuffe, le quali a cagione del ratto, che fecero i Romani delle Zitelle Sabine con pari stragge, e disavvantaggio dianzi erano seguite. Per tanto da un lato scorgesi Tazio Re de' Sabini co' suoi più anziani sopra se-/ dia regale assiso; dall' altro vedesi Romolo, circondato dalla gioventù Romana, parimenti sedere sopra uno scanno coperto da una pelle di leone. Nel mezzo poi tra questi due popoli feroci miransi le giovani Sabine, unicam.te/ intente a pacificare gli animi infieriti, si degli sposi, che de' parenti, cercando di convertire i passati sdegni in teneri affetti di concordia, e di amore, quali tra congiunti di sangue si convengono. Il restante de' Membri dell' Urna sono abbel-/ liti di varj intagli di fogliami, maschere, e di rabeschi. Questo basso rilievo potrebbe rappresentare altro fatto, se non l' impedissero le ristaurazioni moderne di braccia, e teste, ed altri suoi ornamenti

  • SammlungStuttgart, Württembergische Landesbibliothek (Stuttgart)
  • Teil der SerieAusschluss 3
  • Themen Dargestellte Person:
    Caulfield, James (Charlemont, Lord)
  • Themen Dargestellte Person:
    Gustaf (Schweden, König, 3)
  • Themen Ikonographie:
    * Barbault, Jean
  • Themen * Alexander-Severus-Sarkophag
  • Themen * Alexander Severus
  • Themen * Giulia Mamea
  • Themen * Venuti, Abate
  • Themen * Chryse
  • Themen * Homer
  • Themen * Marmor
  • Themen * Juno
  • Themen * Achilleus
  • Themen * Villa Pinciana
  • Themen * Pincio
  • Themen * Hügel
  • Themen * Monte
  • Themen * Hügel
  • Themen * Villa Abate Barthelemi
  • Themen * Paris
  • Themen * Paris-Urteil
  • Themen * Venus
  • Themen * Alexander-Severus-Grab
  • Themen * Grab
  • Themen * Achat
  • Themen * Sardinien
  • Themen * Lorbeer
  • Themen * Raub der Sabinerinnen
  • Themen * Frauenraub
  • Themen * Sabinerin
  • Themen * Titus Tatius
  • Themen * Romulus
  • Themen * Löwe
  • Themen * Polemik
  • BemerkungErstausgabe 1756 (mit Wiederverwendung der Tafeln der "Camere sepolcrali degli Antichi Romani le quali esistono dentro e fuori di Roma", die bereits um 1750 entstanden sind). Das Titelblatt zu Band 1 trägt zunächst eine Widmung an James Caulfield, Lord Charlemont: NOBILISSIMO VIRO UTILITATI PUBLICAE NATO IACOBO CAULFIELD VICECOMITI DE CHARLEMONT REGNI HIBERNIAE PATRICIO QUOD ROMAE DUM DEGERET INGENIIS FAVEBAT ARTES PROMOVEBAT IOANNES BAPTISTA PIRANESIUS ARCHITECTUS VENETUS. Nachdem dieser die angekündigte finanzielle Unterstützung verweigerte, wird der Text im Titelblatt in der Art einer "damnatio memoriae" geändert: URBIS AETERNAE VESTIGIA E RUDERIBUS TEMPORUMQUE INIURIIS VINDICATA AENEIS TABULIS INCISA I. B. PIRANESIUS VENET ROMAE DEGENS AEVO SUO POSTERIS ET UTILITATI PUBLICAE C. V. D. Das Wappen wird als zerstört wiedergegeben. Als Rechtfertigung folgen 1757 die "Lettere di Giustificazione scritte a Lord Charlemont". In Band 2: 9 Tafeln in Zusammenarbeit mit Jean Barbault. In Band 3: 5 Tafeln übernommen aus Francesco Bianchini "Camera ed Iscrizioni sepolcrali de' Liberti, Servi ed Ufficiali della Casa di Augusto", 1737, vier davon signiert vom Radierer Girolamo Rossi nach Zeichnungen von Antonio Buonamici (die fünfte vermutlich auch von diesen); 5 Tafeln in Zusammenarbeit mit Jean Barbault. Ergänzungen von Giovanni Battista Piranesi in späteren Ausgaben: in Band 2: dem Inhaltsverzeichnis werden Adresse und Preis hinzugefügt: "Presso l'autore a Strada Felice nel palazzo Tomati vicino alla Trinità de' Montì. Al prezzo di quindici Zecchini". in Band 4: ab 1757: "Avanzi di un Collegio di Silvano Aureliano", nach 1767: "Dimonstrazione in grande di alcune delle parti doriche del primo ordine del Teatro di Marcello", signiert mit "Cav. Piranesi F." sowie "Pianta del Tempio di Giunone dentro i Portici d' Ottavia" und "Del Tempio di Giunone dentro i portici d' Ottavia". Posthume Ausgabe von Francesco Piranesi 1784: (mit geändertem Titel und der Widmung an Gustaf III. von Schweden): URBIS. AETERNAE. VESTIGIA AB. EQ. I. B. PIRANESIO. IAM. AENEIS. TABULIS. INCISA NUNC. DENUO IIS. QUAE. SUPERERANT. EDENDA. QUAEQUE. NOVITER DETECTA. SUNT DECORATA. ADAUCTA. AMPLIFICATA EQUES. FRANCISCUS. FILIUS GUSTAVO. III GOTH. SVEC. VAND. REGI &&& SAPIENTI. FORTI. ATQUE. OPTIMO ANTIQUITATUM ET. BONARUM. ARTIUM. PATRONO. MUNIFICENTISSIMO IN. OBSEQUII. GRATIQUE. ANIMI. SPECIMEN D. D. D. Zweiter Zustand 1787. In Band 1 wird das "Portrait Piranesis" von Felice Polanzani ersetzt durch das nach Zeichnung von Giuseppe Cades, gestochen von Francesco Piranesi; drei Tafeln von Francesco Piranesi ergänzt, davon zwei 1787 datiert.
  • Rechte am DatensatzWürttembergische Landesbibliothek (Stuttgart)
 

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Siehe auch

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